Omelia card. Comastri 9 febbraio 2019

Pontificio Collegio Croato

 

Santa Messa  in memoria

del Beato Card. Luigi Stepinac

 

9 febbraio 2019

 

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1) Per ricordare il grande insegnamento che ci viene dalla vita del Cardinale Luigi Stepinac, parto da una osservazione di Origene.

Origene è stato un grande personaggio del terzo secolo cristiano: nacque ad Alessandria di Egitto nel 185 e qui morì nel 251 in seguito alle torture subite durante la terribile persecuzione di Decio. Anche il padre di Origene, di nome Leonida, affrontò la persecuzione e morì martire ad Alessandria durante il regno di Settimio Severo. Ricordando quei tempi eroici, Origene scrive: “Allora si era veramente fedeli (e sottolinea questa parola: fedeli!), quando, nella Chiesa il martirio era esperienza quotidiana; quando al ritorno dai cimiteri dove avevamo accompagnato i corpi dei martiri, rientravamo nella nostra assemblea per pregare e commentare l’eroismo dei martiri; quando tutta la Chiesa era là, irremovibile nella fede. Allora i fedeli erano certamente poco numerosi, ma erano veramente fedeli e camminavano nella via che conduce alla Vita” (Omelia su Geremia).

Queste parole di Origene si applicano perfettamente alla vita del Cardinale Stepinac. Per il Capodanno del 1938 così scrisse ai suoi sacerdoti:

“Conosco in tutti i particolari le varie difficoltà dei sacerdoti nella cura pastorale, le difficoltà dei parroci. Le loro difficoltà saranno le mie. Insieme offriremo e insieme godremo per essere un cuore solo e un’anima sola… Nessun ostacolo vi abbatta, ma piuttosto vi fortifichi… Fratelli sacerdoti… serriamo le nostre file! Gli avversari non cercano altro che di spezzare le nostre file… Sforziamoci di sostenerci vicendevolmente, ovunque sia possibile, perché allora, anche con le nostre esili schiere, saremo una fortezza inespugnabile”. Parole attualissime!

Oggi siamo chiamati a testimoniare la nostra fede in una società diventata pagana come quella dei primi secoli.

Giustamente il Cardinale Stepinac ci ricorda che l’esempio della carità che genera unità è la più grande ed efficace predica che possiamo offrire ad un mondo pieno di violenza e di rivalità come quello di oggi.

Tertulliano, nel II secolo, rivolgendosi ai pagani del suo tempo, osservava: “Voi, guardando noi cristiani, siete costretti a dire: ‘Guarda come si amano!’ Mentre voi vi odiate anche tra fratelli! Noi, invece, ci amiamo senza essere neppure parenti secondo la carne: ma i nostri cuori sono abitati dall‘unico Dio, che è Amore”.

Non dobbiamo mai dimenticare che il Primo Comandamento che ci ha lasciato Gesù è questo: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”. Il Card. Stepinac ricordava sempre queste parole di Gesù e ad esse ispirava la sua vita.

2) Inoltre, il Cardinale Stepinac insistentemente ci ricorda che il centro e la forza dell’apostolato sacerdotale sta in un’intensa vita di preghiera, con al centro la Santa Messa che rende presente in mezzo a noi l’Amore con cui Gesù ha dato la vita per noi sulla Croce.

Così scrive ad un amico sacerdote: “Il sacerdote che si sforzerà di vivere santamente, questi sarà rafforzato proprio con la ricchezza della Santa Messa. Diventerà di giorno in giorno più forte, finché, in un certo modo, tutto diventerà possibile, come per il parroco di Ars, il quale accoglieva non solo i suoi fedeli, ma anche migliaia di altre persone che ogni anno si riversavano ad Ars per sentirlo e per vederlo”.

E attingendo alla sua personale esperienza, il Cardinale confida: “Se esiste il Paradiso sulla terra, il sacerdote lo trova nella Santa Messa“.

Pertanto non ci meraviglia la risposta del Cardinale al parroco di Krasic il quale, consigliato dai medici, gli proponeva di acquistare un televisore, per un po’ di divertimento: “Non ho bisogno di questo strumento per lo svago o il sollievo. Mi basta Gesù nell’Eucaristia. Altro non mi occorre”.

Giustamente Francois Muriac osservava: “Un buon sacerdote mi basta osservarlo: la sua vita parla, soprattutto, quando celebra la Santa Eucaristia”.

 

3) Mi sembra particolarmente importante sottolineare questo richiamo del Cardinale Sptepinac, che è in perfetta sintonia con il pensiero di San Giovanni Paolo II, espresso nell’Enciclica “Redemptoris missio”. Così scrive il Papa: “La rinnovata spinta verso la missione ‘ad gentes’ esige missionari santi. Non basta rinnovare i metodi pastorali, né  organizzare e coordinare meglio le forze ecclesiali, né esplorare con maggiore acutezza le basi bibliche e teologiche della fede: occorre suscitare un nuovo ardore di santità fra i missionari e in tutta la comunità cristiana, in particolare fra coloro che sono i più stretti collaboratori dei missionari”.

E Santa Teresa di Lisieux, che è stata una meravigliosa e feconda missionaria pur restando sempre all’interno di un monastero, ha ben espresso il segreto della fecondità dell’apostolato, che oggi molti non capiscono più. Ella, con grande lucidità, ha scritto: “Un saggio ha detto ‘datemi una leva, un punto d’appoggio, e io solleverò il mondo’. Quello che Archimede non ha potuto ottenere, perché la sua richiesta non si rivolgeva a Dio ed era espressa solo da un punto di vista materiale, i santi l’hanno ottenuto pienamente. L’Onnipotente ha dato loro, come punto d’appoggio, Se Stesso e Se Solo; come leva, la preghiera che infiamma d’un fuoco d’amore, e così essi hanno sollevato il mondo. E, così lo sollevano i santi della chiesa militante, e lo solleveranno ancora i santi futuri fino alla fine del mondo”.

Questo era anche il pensiero e l’insegnamento costante del Cardinale Stepinac: e oggi, nel vortice di tante iniziative, dobbiamo recuperare la centralità della preghiera, altrimenti rischiamo di dimenticare il chiaro avvertimento di Gesù che ha detto: “Senza di me non potete fare nulla”.

Madeleine Delbrêl infaticabile missionaria negli ambienti operai scristianizzati della Francia negli anni ’50, così scriveva: “Se il Vangelo è un libro, bisogna leggerlo. Tuttavia, questo non basta. Il Vangelo è un libro che va pregato. Tra la lettura del Vangelo e i nostri poveri tentativi di obbedienza ai suoi esempi e ai suoi precetti c’è la preghiera. Senza di essa, noi vedremo come miopi e obbediremo come paralitici. Soprattutto, senza preghiera, il Vangelo sarà soltanto parole e noi rischiamo di non incontrare vivo Colui che parla, Colui che trascina, Colui che si deve seguire”.

Ritengo che la vita del Cardinale Stepinac abbia una straordinaria attualità proprio nel richiamo alla necessità di riscoprire la preghiera come irrinunciabile anima dell’apostolato: del resto, proprio pregando egli ha vinto la cattiveria dei suoi persecutori. E oggi lo ricordiamo come vincitore.

 Concludo con un ricordo del Cardinale Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano e contemporaneo del Cardinale Stepinac. Il Cardinale Schuster, parlando ai giovani del Seminario Maggiore di Milano, sentendo vicina l’ora della sua morte, avvenuta il 30 agosto del 1954, lasciò loro una consegna profonda e soprattutto attuale. Disse: “Altro ricordo non ho da lasciarvi all’infuori di un invito alla santità. La gente pare che oggi non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, ma di fronte alla santità, ancora crede, ancora si inginocchia e prega. La gente pare indifferente al problema della salvezza, ma se un santo, o vivo o morto, passa, tutti accorrono al suo passaggio. Cari giovani, non dimenticate che il demonio non ha paura dei nostri campi sportivi o dei nostri cinema parrocchiali, o della nostra stampa cattolica: ha paura soltanto della nostra santità”.

Il Cardinale Stepinac, con la vita e con le parole, ci consegna lo stesso identico messaggio: ascoltiamolo!

 

 

Angelo Card. Comastri

Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano

Arciprete della Basilica Papale di San Pietro

Homilija kard. Comastri 9. veljače 2019.

HOMILIJA

 

Angelo kard. Comastri

Generalni vikar Njegove Svetosti za Vatikanski Grad

Nadsvećenik Papinske Bazilike Sv. Petra

 

Povodom liturgijskog spomena blaženog Alojzija Stepinca

9. veljače 2019., 18:00 sati

Papinski Hrvatski Zavod Svetog Jeronima

 

 

            1) Život kardinala Alojzija Stepinca pruža nam veliku pouku koju ćemo dozvati u pamet polazeći od jednog Origenovog zapažanja.

            Origen bio je znamenita osobnost trećega stoljeća kršćanstva: rođen je u Aleksandriji Egipatskoj 185. godine, gdje je i umro 251. godine nakon pretrpljenih mučenja tijekom stravičnoga Decijeva progona. Origenov je otac, po imenu Leonida, također podnio progone i umro kao mučenik u Aleksandriji za carevanja Septimija Severa. Sjećajući se tih junačkih vremena, Origen piše: „Tada se doista bivalo vjernicima (i naglašava ovu riječ: vjernicima!) kada je u Crkvi mučeništvo bilo svakodnevno iskustvo; kada smo se po povratku s groblja, na koja smo ispratili tjelesa mučenika, ponovno sastali u našim zborovima na molitvu i osvrnuli se na junaštvo mučenika; kada je cijela Crkva bila ondje, nepokolebljiva u vjeri. Tada su vjernici bili zasigurno malobrojni, no bili su uistinu vjernici, hodeći putem koji vodi u Život“ (Iz Homilije na Knjigu proroka Jeremije).

            Ove se Origenove riječi savršeno primjenjuju na život kardinala Stepinca. Prigodom Nove godine 1938., ovako je pisao svojim svećenicima: „Poznajem poteškoće našega pastoralnog klera. Njegove poteškoće bit će i moje poteškoće. Zajedno ćemo trpjeti i zajedno se radovati, da budemo jedno srce i jedna duša (…). Neka Vas dakle nijedna poteškoća ne slomi, već naprotiv neka Vas sve više jača (…). Braćo svećenici (…) zbijmo naše svećeničke redove! Ni za čim naši protivnici toliko ne teže kao za tim da razbiju naše redove (…). Nastojmo mi, da podupremo jedan drugoga, gdjegod možemo, jer ćemo onda i kraj prorijeđenih naših svećeničkih redova biti neosvojiva tvrđava.“ Koliko su aktualne ove riječi!

            Pozvani smo danas svjedočiti našu vjeru u društvu koje je postalo pogansko, poput onoga u prvim stoljećima.

            S pravom nas kardinal Stepinac podsjeća kako je primjer ljubavi koja rađa jedinstvo najveća i najučinkovitija propovijed koju možemo ponuditi svijetu kakav je ovaj današnji, pun nasilja i suparništva.

            Tertulijan je u drugom stoljeću, obraćajući se poganima svoga vremena, primijetio: „Vi [pogani] gledajući nas kršćane morate priznati: ‘gle, kako se ljube!’ A vi se prezirete i među rođenom braćom! Mi se, naprotiv, ljubimo premda nismo rođaci po tijelu: ali u našim se srcima nastanio jedini Bog, koji je Ljubav.“

            Ne smijemo nikada zaboraviti kako je prva zapovijed koju nam je Isus ostavio upravo ova: „Ljubite jedni druge; kao što sam ja ljubio vas tako i vi ljubite jedni druge. Po ovom će svi znati da ste moji učenici: ako budete imali ljubavi jedni za druge.“ Kardinal Stepinac uvijek se prisjećao ovih Isusovih riječi i na njima nadahnjivao svoj život.

 

            2) K tome, kardinal Stepinac ustrajno nas podsjeća kako se središte i snaga svećeničkog života nalazi u intenzivnom molitvenom životu, kojem je sveta Misa u središtu i uprisutnjuje Ljubav kojom je Isus za nas dao život na križu.

            Ovako piše svom prijatelju svećeniku: „Svećenika koji se bude trudio živjeti sveto, toga će upravo Misa sa svojim bogatstvom dizati iz dana u dan i činiti ga sve jačim, dok ga ne učini na neki način svemogućim, kao župnika arškoga, koji je udovoljavao ne samo svojim vjernicima nego i tisućama drugih, koji su grnuli svake godine u Ars, da ga čuju i vide.“

            Crpeći iz vlastitoga iskustva, Kardinal se ovako povjerava: „Ako postoji raj na zemlji, svećenik ga nalazi u svetoj Misi.“

            Zbog toga nas ne začuđuje Kardinalov odgovor krašićkom župniku koji mu je, po savjetu liječnika, preporučio nabavu televizora, radi malo razbibrige: „Ne treba mi to sredstvo za razonodu ili za odmor. Dostatan mi je Krist u Euharistiji. Drugo mi nije potrebno.“

            Ispravno je primijetio François Mauriac: „Dobroga svećenika dovoljno je promatrati: njegov život govori, ponajprije kada slavi svetu Euharistiju.“

 

            3) Čini mi se posebno važnim naglasiti ovaj poziv kardinala Stepinca, koji je u savršenom suglasju s mišlju svetog Ivana Pavla II., izraženom u enciklici „Redemptoris missio“. Ovako piše Papa: „Obnovljeni zamah prema poslanju ‘ad gentes’ zahtijeva svete misionare. Nije dovoljno obnavljati pastoralne metode, niti uspješnije organizirati i uskladiti crkvene snage, niti istraživati s većom točnošću biblijske i teološke temelje vjere: potrebno je podići novi žar svetosti među misionarima i u cijeloj kršćanskoj zajednici, napose među onima koji su najbliži suradnici misionara.“

            Sveta Terezija iz Lisieuxa, čudesna i plodna misionarka, iako je uvijek boravila unutar samostanskih zidova, dobro je izrazila tajnu plodnosti apostolata, koju danas mnogi više ne shvaćaju. Ona je, s velikom bistrinom, napisala: „Jedan je stari mudrac rekao: ‘Dajte mi polugu, uporište, i dignut ću svijet’. Što Arhimed nije mogao postići, jer njegov zahtjev nije bio upravljen Bogu, nego postavljen samo u granicama materije, postigli su sveci u potpunosti. Svemogući im je Bog dao kao uporište sama sebe i samo sebe, a za polugu – molitvu koja zahvaća ognjem ljubavi, i tako su oni digli svijet; tako ga dižu sveci vojujuće Crkve, i tako će ga, sve do konca svijeta, sveci budućnosti također dizati.“

            Ovo je bila također misao i trajni nauk kardinala Stepinca: i danas, u vrtlogu silnih inicijativa, trebamo iznova otkriti kako je molitva u središtu, jer u protivnom riskiramo zaboraviti jasno Isusovo upozorenje: „Bez mene ne možete učiniti ništa.“

            Madeleine Delbrêl, neumorna misionarka u dekristijaniziranim radničkim sredinama Francuske, tijekom pedesetih godina prošloga stoljeća ovako je pisala: „Ako je Evanđelje knjiga, trebamo ga čitati. Ipak, to nije dovoljno. Evanđelje je knjiga koju je potrebno moliti. Između čitanja Evanđelja i naših siromašnih pokušaja poslušnosti njegovim primjerima i zapovijedima nalazi se molitva. Bez nje, naš je pogled poput onoga kratkovidnih, a poslušnost nalik na uzete. Nadasve, bez molitve Evanđelje će ostati samo skup riječi, a mi ćemo riskirati da nikada ne susretnemo onoga živog Krista koji govori, koji privlači, kojega trebamo slijediti.“

            Smatram kako je život kardinala Stepinca izvanredno aktualan upravo po tome što nas podsjeća kako je nužno ponovno otkriti molitvu kao dušu apostolata koje se ne možemo odreći: uostalom, on je upravo moleći pobijedio zloću svojih progonitelja. I danas ga se spominjemo kao pobjednika.

            Zaključujem prisjećajući se kardinala Idelfonsa Schustera, milanskoga nadbiskupa i suvremenika kardinala Stepinca. Kardinal Schuster, prigodom govora mladim pitomcima milanske bogoslovije, osjećajući kako se bliži trenutak njegove smrti – koja se i dogodila 30. kolovoza 1954. godine – ostavi im u zalog duboku i prije svega aktualnu poruku. Reče: „Nemam vam što drugo dati za uspomenu, osim poziva na svetost. Čini se kako ljude danas više ne uvjerava naše propovijedanje, ali kada se zateknu pred svetošću, oni će još uvijek vjerovati, još uvijek će kleknuti i moliti se. Ljudi se doimaju ravnodušnima na pitanje spasenja, ali ako jedan svetac, bio živ ili mrtav, prođe kraj njih – svi će požuriti kako bi ga slijedili. Dragi mladi, ne zaboravite da se zloduh ne boji naših športskih igrališta ili naših župnih kino-dvorana, ili našega katoličkog tiska: boji se samo naše svetosti.“

            Kardinal Stepinac nam, svojim životom i riječima, povjerava istu ovu poruku: poslušajmo ga!

HOMILIJA João kard Braz de Aviz

Liturgijski spomen blaženog Alojzija Stepinca

11. veljače 2018., 18:00 sati

Hrvatski Crkva Svetog Jeronima u Rimu

 

„A duše su pravednika u ruci Božjoj i njih se ne dotiče muka nikakva. Ako su, u očima ljudskim, bili kažnjeni, nada im je puna besmrtnosti. Koji se u nj [u Gospodina] ufaju spoznat će istinu i koji su vjerni bit će u ljubavi s njim.“ (Mudr 3, 1.4.9)

 

Draga braćo i sestre,

S velikom vas privrženošću i poštovanjem pozdravljam. Ponudili ste mi danas priliku zajedno s vama rasti u svetom otajstvu naše vjere. Prigoda za to ovo je slavlje u kojem se zajedno spominjemo velikog blaženog mučenika Alojzija Stepinca, 58 godina nakon njegove smrti. Vi ste tijekom svih ovih godina slavili taj Spomen u duhu molitve i zahvaljivanja.

Tri retka iz Knjige Mudrosti kojima smo započeli ovo naše malo razmatranje potpuno su se ostvarila u osobi kardinala Stepinca.

Doista, on se pouzdao samo u Gospodina, kao osoba i kao biskup, odan svojoj vjeri, svom narodu i sv. Petru u Rimu, u burnim vremenima koja vi prisutni dobro poznajete i koja ste, neki među vama, barem djelomično i iskusili poput njega. Više/più…

Cardinale Marc Ouellet – MEMORIA DEL BEATO ALOJZIJE STEPINAC

Chiesa di San Girolamo dei Croati – Roma
Domenica 12 febbraio 2017
Solenne celebrazione eucaristica nella
MEMORIA DEL BEATO ALOJZIJE STEPINAC

 

Sapienza 3,1-9,
Ps 31 (30),
2 Cor 6, 4-10;
GV 12, 24-26;

 

“Beato l’uomo che sopporta la tentazione, perché una volta superata la prova riceverà la corona della vita” (Gc 1,12).

Eccellenze, Reverendi sacerdoti e seminaristi, Religiosi e Religiose, Rappresentanti delle Autorità civili,

Cari fratelli e sorelle,

Il versetto dell’alleluia prima del vangelo proclama beato l’uomo sottoposto alla tentazione che supera la prova e merita così la corona della vita. Non è forse il messaggio che promana dalla vita del Beato Aloisio Stepinac, uomo di Dio e uomo di Chiesa, che fu sottoposto a dure prove e ne è uscito vincitore delle attrattive e delle insidie di questo mondo? Više/più…

Homilija kard. Marca Ouelletta

Svečano Euharistijsko slavlje o
SPOMENU BLAŽENOG ALOJZIJA STEPINCA
Rim, Hrvatska crkva sv. Jeronima
Nedjelja, 12. veljače 2017.

 

Mudrost 3,1-9,
Ps 31 (30)
2 Kor 6, 4-10;
Iv 12, 24-26;

 

“Blago čovjeku koji trpi kušnju: prokušan, primit će vijenac života koji je Gospodin obećao onima što ga ljube.” (Jak 1,12).

Preuzvišena gospodo biskupi, poštovani svećenici i bogoslovi, redovnici i redovnice, predstavnici svjetovnih vlasti, draga braćo i sestre!

Pripjevni redak zaziva “Aleluja” prije Evanđelja proglašuje blaženim čovjeka koji je podvrgnut napasti, koji nadvladava kušnju i tako zaslužuje krunu života. Nije li upravo to poruka koja proizlazi iz života blaženog Alojzija Stepinca, čovjeka Božjeg i čovjeka Crkve, koji je bio podvrgnut teškim kušnjama i izišao je kao pobjednik nad privlačnostima i zasjedama ovog svijeta? Više/più…

Homilija mons. Jure Bogdana na svetoj misi u Sinju sa svećenicima Papinskog hrvatskog zavoda u Rimu

 

Svetište Gospe Sinjske, 29. veljače 2016., 8.00 sati

Dragi braćo svećenici, draga braćo i sestre,

Rado sam želio nakon ređenja za biskupa doći u ovo Gospino svetište slaviti sv. Misu. Nisam bio siguran hoću li to moći ostvariti, s obzirom na obveze odmah nakon ređenja prije dva dana, ili ću morati odgoditi za kasnije. Raduje me i činjenica da su ovdje s nama svećenici studenti iz Papinskog hrvatskog zavoda sv. Jeronima u Rimu, zajedno s vicerektorom vlč. Marko Đurinom, i da smo u Rimu planirali njihov dolazak u Gospino svetište u sklopu dolaska u Domovinu na moje biskupsko ređenje. Stvari su se posložile tako da sam i ja mogao doći zajedno s njima slaviti sv. Misu. Više/più…

Homilija mons. Jure Bogdana u splitskoj prvostolnici na Treću korizmenu nedjelju

Braćo i sestre,

Radujem se što danas mogu slaviti „mladu biskupsku misu“ u splitskoj metropolitanskoj, negda primacijalnoj crkvi sv. Dujma, prvi dan nakon biskupskoga ređenja. Izabrao sam ovu crkvu za ovo „mladobiskupsko“ slavlje jer sam ovdje zaređen za đakona 1989. i svećenika 1980. godine. Zahvaljujem nadbiskupu metropoliti msgr. Marinu Barišiću mome glavnom zareditelju za jučerašnje i današnje slavlje. Zahvaljujem don Tomislavu Ćubeliću župniku i kanoniku koji me rado prima sa svim svećenicima studentima iz Papinskog hrvatskog Zavoda sv. Jeronima na čelu s vicerektorom don Marko Đurinom, i ostalim gostima u ovoj prvostolnoj crkvi koja je u VII. stoljeću posvećena Blaženoj Djevici Mariji na nebo uznesenoj i solinskim mučenicima.

1. U evanđelju ove treće korizmene nedjelje, Isus se osvrće na dva aktualna događaja iz „crne kronike“: prvi je zločin rimskoga prokuratora Poncija Pilata koji je ubio skupinu Galilejaca za vrijeme molitve u Hramu dok su prinosili žrtve; drugi je građevinska malverzacija u jeruzalemskom gradskom predjelu Siloamu, kada se kula urušila i ubila 18 osoba. Ova dva tragična događaja u Palestini prije 2000 godina ponavljaju se na ovaj ili onaj način i danas po svijetu. Narod se pita što su to poginuli skrivili da ih je zadesila takva strašna sudbina? Isus odlučno odbacuje opće mišljenje da su ubijeni Galilejci bili grješniji od drugih, ili da su stradalnici u Siloamu veći dužnici od svih stanovnika Jeruzalema. Isus nam upućuje proročko upozorenje: „Ako se ne obratite, svi ćete tako propasti.“ (Lk 13,5). Više/più…

Homilija mons. Marina Barišića na misi ređenja

1. Braćo i sestre općeg svećeništva po sv. krštenju, braćo svećenici po milosti reda prezbiterata, braćo po daru i odgovornosti biskupstva, poštovani predstavnici društvenih vlasti i institucija, dragi časnici, dočasnici, vojnici, policajci i svi vi, draga braćo i sestre u Domovini i inozemstvu koji nas pratite posredstvom Hrvatske televizije, sve vas srdačno pozdravljam!

Svečani zaziv Duha Svetoga, čitanje bule Petra naših dana – pape Franje, brojna prisutnost nositelja crkvenih i državnih uloga kao i nazočnost rodbine, prijatelja i puka Božjega svjedoči o važnom i uzvišenom događaju za našu Crkvu i domovinu Hrvatsku: a to je ređenje mons. Jure Bogdana, novoimenovanog Vojnog ordinarija. Zato srdačno pozdravljam Tebe, dragi don Jure! Vjerujem da ćeš, ono što je dosadašnji prvi ordinarij mons. Juraj Jezerinac uspješno započeo i vodio, i Ti isto tako nastaviti unaprjeđivati skrb i dušobrižničku ulogu Vojnog ordinarijata u izgradnji našega društva. Više/più…

Liturgijski spomen bl. Alojzija Stepinca, homilija u Hrvatskoj crkvi svetog Jeronima u Rimu, 7. veljače 2016.

Velasio kardinal De Paolis C.S.

Božja riječ koja odzvanja u našim ušima u liturgiji koju slavimo u ovoj Petoj nedjelji kroz godinu „C“ osobito je bogata za razmišljanje o kršćanskom pozivu. Ta tema osobito pripada i u skladu je s proslavom spomena blaženoga Alojzija Stepinca, kardinala mučenika ubijena iz mržnje prema kršćanskoj, katoličkoj vjeri.

Prvo čitanje iz Knjige proroka Izaije govori o pozivu proroka u jednom zaista dojmljivom proročkom viđenju. On se osjeća pozvanim navijestiti Božju poruku svom narodu. Prizor je veličanstven: Božja nazočnost ispunja hram; Gospodin se pojavljuje sa svoga uzvišenog prijestolja; okružen je nebeskim glasnicima, serafinima, koji naviještaju i triput kliču „Svet“. Slava koja ispunja hram proširuje se na čitavi svijet i ispunja svu zemlju: „Puna je zemlja Slave njegove“. Prisutnost toliko blještave svetosti koja postaje zasljepljujuća i neizdrživa za čovjeka dotle da se on osjeća izgubljenim. Pred tajnom Božje svetosti, čovjek se osjeća veoma daleko od Boga, zaokupljen strahom shvaća svoju malenost i osobito svoju zbilju tame i grijeha, što je u suprotnosti s Bogom. Kako čovjek može nositi Božju tajnu i biti joj glasnikom? „Čovjek sam nečistih usana. U narodu nečistih usana prebivam“. Ovdje se ne radi samo o pozvanom proroku, nego o svim ljudima. Ne samo glasnik, nego i oni kojima je namijenjena poruka imaju nečiste usne i otvrdnulo srce. Više/più…

Memoria liturgica del b. Alojzije Stepinac, omelia alla Chiesa di San Girolamo dei Croati, 7 febbraio 2016.

Cardinale Velasio De Paolis C.S.

La parola di Dio che è risuonata alle nostre orecchie nella liturgia, che stiamo celebrando in questa quinta domenica tra l’anno, ciclo festivo anno c, è particolarmente ricca per una riflessione sulla vocazione cristiana. E’ un tema particolarmente pertinente e in sintonia con la celebrazione della memoria del Beato Luigi Stepinac, cardinale martire ucciso in odio alla sua fede cristiana cattolica.

La prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia racconta la chiamata del profeta in una visione profetica veramente impressionante. Egli si sente chiamato ad annunciare il messaggio di Dio al suo popolo. La scena è grandiosa: la presenza di Dio riempie il tempio; il Signore  appare dall’alto del  suo trono; è circondato da messaggeri celesti, i serafini, che annunciano ed acclamano la santità di Dio con il trisagio, il tre volte Santo. La gloria che riempie il tempio si estende al mondo intero e riempie tutta la terra: “Tutta la terra è piena della sua gloria”.  Una presenza di santità tanto abbagliante che diventa accecante ed è insostenibile per l’uomo, al punto che egli si sente perduto. Di fronte al mistero della santità di Dio, l’uomo si sente lontanissimo da Dio, percepisce la sua piccolezza e particolarmente la sua realtà di tenebra e di peccato, quindi di contrasto con Dio; è assalito dalla paura. Come può l’uomo sostenere il mistero di Dio e farsene messaggero? “Un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo ad un popolo dalle labbra impure io abito”. Non si tratta solo del profeta chiamato, ma di tutti gli uomini; non solo il messaggero, ma anche i destinatari del messaggio hanno le labbra impure e il cuore indurito. Više/più…